L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella quotidianità di molte aziende. Ma oggi c’è un motivo in più per prestare attenzione al suo utilizzo: una recente novità legislativa introduce nuovi elementi da considerare anche nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro.

Con il D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, il legislatore italiano ha introdotto nuove disposizioni per adeguare la normativa nazionale all’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689). Il provvedimento, pubblicato l’8 ottobre 2026, entrerà in vigore il 23 ottobre 2026 e dedica specifica attenzione anche all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ambito del lavoro e della formazione.

Il decreto si inserisce in un quadro normativo già delineato dalla Legge 23 settembre 2025, n. 132, che ha introdotto in Italia principi e disposizioni in materia di intelligenza artificiale, promuovendone un utilizzo corretto, trasparente, responsabile e rispettoso dei diritti fondamentali.

Per le aziende la questione diventa quindi molto concreta: se l’intelligenza artificiale incide sull’organizzazione e sulle modalità di lavoro, quali conseguenze può avere sulla gestione della salute e sicurezza dei lavoratori?

 

Quando l’IA cambia il lavoro, occorre valutarne gli effetti

L’aspetto più interessante per le aziende riguarda l’impatto che questi strumenti possono avere sull’organizzazione e sulle condizioni di lavoro.

Un sistema di IA può, ad esempio, contribuire ad assegnare attività, stabilire priorità, organizzare carichi e ritmi di lavoro oppure supportare processi decisionali. In questi casi è importante considerare non solo i vantaggi in termini di efficienza, ma anche gli eventuali effetti sulla salute e sicurezza delle persone.

La domanda da porsi è quindi molto concreta: l’introduzione dell’IA modifica i rischi già presenti oppure ne introduce di nuovi?

Non ogni utilizzo dell’intelligenza artificiale comporta necessariamente un aggiornamento del DVR. È però opportuno verificare l’impatto effettivo della tecnologia sul lavoro e integrare, quando necessario, questi aspetti nel processo di valutazione dei rischi.

Formazione e consapevolezza diventano fondamentali

L’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale passa anche dalle competenze di chi la utilizza.

Il quadro normativo europeo pone particolare attenzione all’alfabetizzazione in materia di IA (AI literacy), con l’obiettivo di garantire che le persone coinvolte nell’utilizzo dei sistemi dispongano di conoscenze adeguate rispetto al contesto e ai possibili rischi. Il D.Lgs. 179/2026 interviene inoltre espressamente sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione.

Per le aziende diventa quindi importante accompagnare l’innovazione con informazione, formazione e procedure adeguate, evitando che nuovi strumenti vengano introdotti senza una reale comprensione delle loro modalità di utilizzo e dei loro limiti.

L’IA supporta le decisioni, ma la persona resta centrale

Un altro tema rilevante riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi che coinvolgono direttamente i lavoratori.

La tecnologia può essere uno strumento utile per elaborare dati e supportare le decisioni, ma il principio alla base della normativa italiana sull’IA rimane antropocentrico, orientato a un utilizzo corretto, trasparente e responsabile e alla tutela dei diritti fondamentali.

Per questo, l’introduzione dell’IA non dovrebbe tradursi in una delega indiscriminata alle decisioni automatizzate, ma inserirsi in processi nei quali siano chiari ruoli, responsabilità e forme di supervisione umana.

Cosa possono fare concretamente le aziende?

Il primo passo è certamente mappare gli strumenti di intelligenza artificiale già utilizzati e comprenderne l’effettivo impatto sull’organizzazione.

In particolare, è utile verificare:

  • dove e per quali attività viene utilizzata l’IA;
  • se modifica modalità, carichi o ritmi di lavoro;
  • se introduce nuovi rischi o modifica quelli già valutati;
  • se può essere necessario aggiornare la valutazione dei rischi;
  • se i lavoratori dispongono di informazioni e competenze adeguate;
  • se sono chiaramente definite responsabilità e supervisione umana.

Innovazione e prevenzione: una sfida da affrontare insieme

L’intelligenza artificiale rappresenta un’importante opportunità per migliorare processi e organizzazione. Il nuovo quadro legislativo invita però le imprese ad affrontarne l’introduzione in modo consapevole e strutturato, considerando non solo ciò che la tecnologia può fare, ma anche il suo impatto sulle persone.

Innovazione e prevenzione devono quindi procedere insieme: integrare correttamente l’IA significa coglierne le opportunità, mantenendo al centro la tutela della salute, della sicurezza e del lavoro.

 

Come può supportarvi Studio Ares?

Studio Ares può supportare le aziende nell’analisi delle novità legislative, nella valutazione dell’impatto dell’IA sull’organizzazione del lavoro e nell’individuazione degli eventuali adeguamenti necessari in materia di salute e sicurezza.